GT5: che strada devono prendere i videogiochi?

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Ho letto questo bell’articolo su Eurogamer dove vengono trattati argomenti più o meno condivisibili sul passato/presente/futuro dei videogiochi, mettendo in risalto un linguaggio molto “filosofico” e creando paragoni con altri media quali libri e film.

Chiaramente essendo un’opinione personale dell’autore non è una verità assoluta e può trovare persone più o meno concordi, come lo sarà il pezzo che segue dove nel mio piccolo cercherò di analizzare la situazione del nostro amato gioco/serie.

Un videogioco è un media che ha, o dovrebbe avere, lo scopo di intrattenere e generalmente divertire il proprio acquirente (o comunque l’utilizzatore). Il modo in cui lo fa è direttamente legato al proprio (sotto)genere: uno sparatutto ti impegna in uno scontro, un’avventura ti racconta una storia, un simulatore ti fa guidare un mezzo e via dicendo. Riuscire o meno in questo scopo è un’equazione matematica che tiene conto di molti fattori, soggettivi, quali possono essere la grafica, il gameplay, la storia, e via così ma il risultato sarà pur sempre un’emozione: di piacere o di sconforto, di eccitazione o di frustazione, dipenderà sempre e solo dal soggetto utilizzatore (ovvero noi videogiocatori).

Nel caso del nosto GT, di GT5 nello specifico, il gioco può piacere o meno, entusiasmare o dispiacere per il parco auto, per le piste, per la grafica ma quello che conta è quando joypad (o volante) in mano scendiamo in pista, riceviamo sensazioni più o meno credibili e al termine della nostra sessione di gioco torniamo alla nostra vita più o meno soddisfatti.

Il tutto, ribadisco, è soggettivo dato che io posso trovare piacere da una gara b-spec piuttosto da una online ed è giusto così, da un videogioco questo mi aspetto: divertimento, da questo genere di media io, Katun78, mi aspetto questo, perchè quando torno dal lavoro e posso dedicare qualche ora della mia vita allo svago, per rigenerarmi opto sul divertimento che i videogiochi sanno regalarmi piuttosto che la lettura di un libro o la visione di un film (che poi vedo insieme alla famiglia). Non vorrei che cio cambiasse, GT questo mi ha sempre ragalato e vorrei che continuasse su questa strada, GT5 lo ha fatto alla grande!

Quello che, secondo me, può far fare un’evoluzione al videogioco è l’esport: competizioni reali dove gli atleti sono i videogiocatori e il premio finale è un qualcosa di concreto, come un bel gruzzolo di soldi o comunque una notorietà importante ai vincitori. Solo che, almeno per me, poi non sarebbe più un passatempo che regala divertimento ma un vero e proprio lavoro, con i suoi pro, ed i suoi contro.

GT5 ha sorpreso anche in questo aspetto, grazie infatti alla GT Academy, i videogiocatori di GT sono si diventati “atleti”, ma la competizione è assolutamente reale, con auto vere, avversari veri, piste vere e sopratutto muri veri, dove se sbagli una staccata puoi rimetterci le penne e non c’è un salvataggio da cui ripartire.

Io credo che per il nostro futuro da videogiocatori di GT possiamo stare molto tranquilli, il buon Kazu, nel suo essere un visionario e genio assoluto, è riuscito a plasmare un gioco che ha già un’identità forte, che trasuda passione e per alcuni anche competizione, definendo di fatto l’evoluzione dei simulatori. Può non piacere, può non divertire, è ovviamente soggettivo ma è assolutamente reale: il media “videogioco-simulatore” ha trovato la sua strada, o forse dovrei dire, la sua pista.

Buon GT a tutti!

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